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Domenica, 25 Giu 2017

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L'ORCHIDEA

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Le orchidee tra le specie floricole sono sicuramente da considerarsi fra le più vecchie in quanto la loro comparsa sulla terra si fa risalire a circa 65 milioni di anni fa. I resti più antichi sono stati trovati nel Monte Bolca presso Verona.
Il nome orchidea fu usato per la prima volta da Teofrasto, filosofo dell'antica Grecia che visse tra il VI ed il V secolo a.C. che scrisse il primo trattato sistematico di botanica farmaceutica "De historia plantarum" dove parla di alcune piante che presentavano due tubercoli rotondeggianti alla base delle radici. Dalla somiglianza con i testicoli dell'uomo, Teofrasto le chiamò "Orchis" che in greco significa appunto "testicoli" da cui il nome "orchidee".
Dioscoride, nel I secolo d.C. cita le orchidee nei suoi libri di erboristeria e botanica.
Si deve però arrivare al XI secolo, per trovare il primo vero e proprio trattato di coltivazione delle orchidee pubblicato in Cina. I cinesi amavano ed amano molto questo fiore e le orchidee erano associate alle loro feste di primavera e venivano usate per allontanare le influenze maligne ed in modo particolare venivano usate contro la sterilità.
Nel XVI secolo, L. Fuchs, botanico tedesco, descrisse l'orchidea in un ampio trattato "Historia stirpium". Nello stesso periodo la prima orchidea tropicale arrivava in Europa dalle Indie occidentali grazie a Hernandez Francisco, sacerdote gesuita.
Bisognerà aspettare però il XVIII per avere la classificazione botanica grazie a Carlo Linneo , grande botanico svedese e padre dell'attuale classificazione botanica delle piante nel suo "Species plantarum".
Ma solo un secolo più tardi scoppia la vera passione per le orchidee grazie anche a C. Darwin che ne studia le specie e le tecniche di riproduzione. Da allora in poi inizia la caccia alle orchidee, alla ricerca di nuove specie. Sono famose le lezioni tenute presso la Royal Horticultural Society inglese, allora ed oggi, principale istituzione attiva nella ricerca di nuove specie vegetali.
Le prime specie di orchidee introdotte nelle serre europee furono i Cymbidium, gli Epidendrum, i Phaius, la Vanilla.
Furono principalmente l'Inghilterra e a seguire l'Olanda che contribuirono maggiormente a scoprire e a diffondere queste straordinarie piante in tutto il mondo. Infatti, molte delle principali orchidee tuttora conosciute portano il nome di ricercatori ed appassionati di allora come James Veitch da cui deriva il nome dell'Epiphronitis Veitchii o William Cattley da cui deriva il nome della Cattleya, solo per citarne alcuni.
Da allora l'orchidea è diffusa in tutto il mondo e si spera che il peggior nemico di questa pianta, l'uomo, non continui a distruggere il suo ambiente naturale, le foreste tropicali.
Spesso avrete avuto modo di osservare che le orchidee recise  durano molto a lungo come fiore reciso, cosa che all'apparenza potrebbe sembrare strana dato il senso di fragilità, delicatezza ed aleatorietà che trasmettono. La risposta a questa dilemma sta nella straordinaria tenacia che queste piante hanno nel perpetuare la propria specie. Cosa vuol dire questo.
Abbiamo avuto modo di vedere negli altri capitoli dedicati all'orchidea come siano specie zoogame, vale a dire che dipendono dagli insetti per l'impollinazione. Ora, avete mai aperto una capsula (frutto) di orchidea per vedere dentro? Se l'avete fatto vi sarete resi conto dell'enorme quantità di semi presenti. Ovviamente tanti semi richiedono un'enorme quantità di polline per fecondare gli ovuli quindi un numero elevato di insetti (o altri animali a seconda della specie) che portano il polline.
Nell'orchidea o l'impollinazione è totale o non avviene pertanto il fiore ha un lungo periodo di attesa della fecondabilità addirittura fino ad un mese e questo spiega perchè le orchidee che non sono state fecondate durano tanto anche come fiore reciso : aspettano di completare la fecondazione.
La gravità delle malattie che colpiscono l'orchidea è estremamente variabile in funzione soprattutto delle tecniche di coltivazione che vengono adottate. Infatti la maggior parte delle patologie che si manifestano nelle nostre orchidee, sono legate ad una non adatta tecnica di coltivazione.
Innanzitutto è importante seguire alcune piccole regole come prevenzione alle malattie:
1.    stare molto attenti a non danneggiare alcuna parte della pianta, siano esse foglie, fiori o radici;
2.    evitare di lasciare bagnate le parti aeree della pianta durante la notte;
3.    controllare  che vi sia una buona ventilazione per la nostra orchidea;
4.    eliminare parti di substrato che risultano evidentemente marce, foglie morte, ecc.;
5.    sterilizzare sempre gli attrezzi che si usano, in particolare le forbici vanno sterilizzate preferibilmente alla fiamma ed anche i nuovi vasi utilizzati al momento del rinvaso vanno lavati per bene e quindi sterilizzati con alcool o varechina ed abbiate cura di avere le mani perfettamente pulite;
6.    evitare di spruzzare la pianta durante le ore più calde della giornata in quanto i pori sono molto dilatati e l'acqua rappresenta un veicolo preferenziale per i microorganismi patogeni;
7.    dotare i termosifoni di casa di umidificatori per evitare l'eccessiva secchezza dell'aria;
8.    se si è effettuato il rinvaso e si sono eliminate le radici morte, aspettare almeno una settimana prima di procedere all'annaffiatura per consentire alle ferite di cicatrizzarsi;
9.    se a casa avete diverse orchidee abbiate cura di non tenerle a contatto tra loro per evitare il diffondersi di eventuali malattie;
10.    se si acquista una nuova orchidea abbiate cura di tenerla per un certo periodo in quarantena, vale a dire lontana dalle altre fino a quando non siete certi della sua sanità;
11.    se incidentalmente avete provocato delle ferite nella pianta, abbiate cura di spolverarle con cannella (che contiene fenoli che hanno proprietà microbiche) o con il comune cicatrene; 
12.    dedicate ogni giorno qualche minuto della vostra giornata ad osservare la vostra orchidea per verificare il suo stato e capire quindi se ci sono delle sofferenze in corso.

Detto questo, vediamo quali sono le principali malattie:
Caduta delle foglie
E' dovuto, la maggior parte delle volte ad un eccesso idrico

Arresto della crescita e caduta dei fiori
Viceversa è dovuto ad una scarsa irrigazione

Presenza di foglie poco turgide e poco lucide
E' dovuto ad una scarsa umidità ambientale

Mancata fioritura
La causa principale è una cattiva illuminazione

Ustioni nelle foglie
Sono dovute ad eccessi di luce che colpisce la foglia non perfettamente asciutta. L'ustione è molto pericolosa perchè rappresenta una via privilegiata per diversi microorganismi patogeni, soprattutto funghi.




 



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