PANIAR

Home » Approfondimenti » La cura delle piante » L'ULIVO: PROTEZIONE DAL FREDDO E DAL GELO
Domenica, 25 Giu 2017

Oltre 1000 Prodotti in Stock!

L'ULIVO: PROTEZIONE DAL FREDDO E DAL GELO

E-mail Stampa PDF

L’albero di ulivo comincia ad essere sofferente quando la temperatura invernale scende sotto i 3-4°C. Man mano che la temperatura scende i danni si aggravano ulteriormente, interessando prima gli apici vegetativi, poi le foglie, successivamente i rami, poi le branche e infine il tronco.
L’ulivo è una pianta tipicamente mediterranea, fa parte di quelle piante “eliofile” ovvero che si avvantaggiano di un'esposizione diretta alla luce solare e necessitano perciò di un'illuminazione adeguata, al contrario, soffre l'ombreggiamento, producendo una vegetazione bassa e, soprattutto, una scarsa fioritura. Cresce e si sviluppa bene nelle regioni temperate e prossime al mare, anche se può facilmente prosperare in zone collinose purché riparate dal freddo che è il suo più temibile nemico.
La regione italiana nella quale è più coltivato l’ulivo è la Puglia, con circa 1/3 degli uliveti italiani, seguono la Calabria e la Sicilia.
I danni da freddo-gelo causati quando la temperatura decresce bruscamente, si manifestano sulle foglie della pianta; queste assumono una colorazione bronzea, gli apici dei germogli disseccano ed in seguito cadono lasciando la pianta semi o completamente defogliata. In caso di freddo intenso, si può arrivare alla necrosi del cambio nei rami più giovani estendendosi via via anche a quelli più grossi, fino a interessare branche e tronco. Dunque, la pianta presenta lesioni sui diversi organi ed il sollevamento della corteccia. Il danno si amplifica quando il fenomeno meteorologico si prolunga per giorni soprattutto in presenza di gelate o neve.
La regione italiana nella quale è più coltivato l’ulivo è la Puglia, con circa 1/3 degli uliveti italiani, seguono la Calabria e la Sicilia.
I danni da freddo-gelo causati quando la temperatura decresce bruscamente, si manifestano sulle foglie della pianta; queste assumono una colorazione bronzea, gli apici dei germogli disseccano ed in seguito cadono lasciando la pianta semi o completamente defogliata. In caso di freddo intenso, si può arrivare alla necrosi del cambio nei rami più giovani estendendosi via via anche a quelli più grossi, fino a interessare branche e tronco. Dunque, la pianta presenta lesioni sui diversi organi ed il sollevamento della corteccia. Il danno si amplifica quando il fenomeno meteorologico si prolunga per giorni soprattutto in presenza di gelate o neve.
I primi danni sostanziali da freddo che danneggiano il legno, iniziano a verificarsi quando le temperature minime scendono sotto -7°C per un periodo di 8-10 giorni. Se le temperature scendono sotto -10/-12 °C anche in poche ore si hanno danni gravissimi che possono provocare la morte di tutto l'apparato aereo con sopravvivenza della sola ceppaia.
Altri fattori climatici che possono essere dannosi per la pianta di ulivo sono: il forte vento, specie se associato a basse temperature, l'eccessiva piovosità e l'elevata umidità dell'aria. Abbiamo visto che la pianta di ulivo non resiste a temperature inferiori a 10°/12° sotto lo zero, è opportuno segnalare che qualche grado in meno è ammissibile solo in presenza di ambienti secchi e in funzione allo stato della pianta, di come si manifestano le basse temperature e della varietà. Ebbene sapere che ci sono alcune varietà (cultivar) che reggono molto bene le basse temperature, altre che patiscono parecchio le basse temperature per questo motivo è importante, prima della messa a dimora, conoscere bene la zona e le caratteristiche del cultivar da adottare.
Come proteggere l'ulivo dal gelo e dal freddo
Nel caso di gelate primaverili il danno può interessare gli organi fiorali. Le ferite provocate dal gelo diventano luoghi di infestazione della rogna (vedi-> difesa olivo). Nel caso di forti grandinate o di danni da gelo si possono eseguire interventi preventivi con poltiglia bordolese o con ossicloruri di rame. Il trattamento va fatto subito dopo il verificarsi dell’evento meteorico e va ripetuto per almeno 2 o massimo 4 giorni. Se invece i danni sono molto evidenti e si limitano alle branche e ai rami, è consigliabile attendere temperature fuori da rischi gelate, verificare il livello del danno, in base a come vegeteranno le piante (NB. se è solo sfogliatura limitata, la pianta ripristinerà velocemente la chioma), è, successivamente si deciderà se intervenire con una potatura di pulizia e diradamento del secco o se addirittura è meglio un intervento più incisivo con sbrancature o tagli sul fusto. La potatura va eseguita tagliando sotto la zona devitalizzata, si fa notare che il legno ottenuto dalla potatura deve essere assolutamente allontanato dalla pianta. La defogliazione incide sulla formazione e sviluppo delle gemme a fiore. Se supera il 25% - 30% la fioritura diminuisce progressivamente fino a mancare totalmente di conseguenza la produzione in frutti (olive) sarà minima o completamente assente.
Nelle aree fredde è altamente sconsigliabile effettuare concimazioni azotate in prossimità dell’autunno-inverno o comunque creare condizioni atte a prolungare la crescita vegetativa degli alberi, come la potatura durante la raccolta, in quanto i tagli stimolano l’attività vegetativa della pianta all’approssimarsi delle basse temperature, rendendola più sensibile al freddo.
La fase vegetativa dell’ulivo (germogliamento, quando cominciano a nascere i primi germogli) inizia quando la temperatura raggiunge i 10° - 12° C; in questa fase è molto temibile dagli olivicoltori un ritorno di freddo, perché è sufficiente un po’ di neve trattenuta dalle foglie o la formazione di ghiaccio sulle foglie, dovuto alla condensazione dell’umidità dell’aria, per provocare la caduta delle foglie stesse e in alcuni casi la morte della pianta. Per ovviare a questo disastroso problema è opportuno bloccare il più possibile l’attività vegetativa. Se il fenomeno si presenta in autunno, possiamo aiutare la pianta utilizzando dei prodotti che hanno questa funzione. Il rame per esempio è un prodotto che si utilizza nella fase autunnale proprio con lo spopo di indurire i tessuti e rallentare la vegetazione, ha anche un effetto di protezione nei periodi umidi nei confronti delle infezioni di occhio di pavone. Si consiglia, onde evitare un effetto di fitotossicità o maggior sensibilità al freddo dovuta ad un eccesso di ione rame sulle foglie, di non effettuare più di 2-3 trattamenti.
Oltre ai danni da freddo, c'è un'altra temibile avversità, le abbondanti nevicate che possono provocare danni meccanici alla struttura delle piante, soprattutto nel caso di branche compromesse da altre patologie (carie o inserite) sul tronco con un angolo troppo aperto.
Protezione dal freddo: olivo da giardino o in vaso
Oltre alle indicazioni di cui sopra, che possono essere tranquillamente adottate per qualsiasi albero di ulivo, per le piante di ulivo ornamentali, se il freddo è persistente e abbastanza rigido, si può utilizzare un tessuto-non-tessuto “velo da sposa”, che ha il vantaggio di consentire la traspirazione facendo passare la luce e una piccola quantità di aria. Il velo da sposa: è un sottile tessuto (acquistabile in ogni garden) utilizzato, soprattutto sugli agrumi, per difenderli dal gelo.
Può essere utile fare una pacciamatura per esempio utilizzando un disco in fibra di cocco (acquistabile in ogni garden) che risulta biodegradabile al 100%. Impedisce la crescita di erbacce; mantiene l'umidità. Protegge efficacemente contro il gelo arbusti e piante in vaso.
NB.: Nelle giornate temperate con sole si consiglia di rimuovere le protezioni in modo parziale o totale (in base alla temperatura) specialmente per quanto riguarda il tessuto-non-tessuto.
Ancora oggi non è facile stabilire o consigliare quali sono le varietà resistenti al freddo. Questo è dovuto principalmente al fatto che mancano sperimentazioni in condizioni controllate, e di conseguenza tutti gli studi effettuati si basano solo nel osservare il comportamento delle diverse cultivar esclusivamente sul campo dopo condizioni di freddo intenso. Tuttavia in questi anni molte varietà di olivo, da diverse zone italiane, sono state monitorate per verificare la resistenza al freddo invernale. Nel caso di scelta di un cultivar, è opportuno valutare le condizioni zonali in cui sono stati fatti rilievi di acclimatazione della pianta.
Nelle zone olivicole centro-settentrionali (Umbria, Toscana, Emilia e Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte) le temperature basse ed il gelo determinano lesioni profonde alle piante pregiudicando la produzione futura anche per parecchi anni mentre le precipitazioni nevose troncano le branche per il peso della neve sulla chioma causando un danno non indifferente.
Alcune varietà d’ulivo resistenti al freddo
Bianchera, Leccino, Orbetana, Ascolana Tenera
Alcuni consigli:
La pianta d’ulivo ha bisogno di esposizioni aperte e ventilate, è indispensabile evitare zone con nebbia persistente. Le radici temono l’umidità stagnante, sono quindi importanti i lavori di drenaggio. Un terreno argilloso-calcareo è la zona ideale per l’ulivo.
Le concimazioni periodiche con concimi biologici o chimici migliorano la crescita della pianta e la produzione dei frutti, con particolare attenzione agli elementi nutritivi che devono essere in equilibrio tale da indurre maggiore resistenza al gelo. Per ottenere ottimi risultati diventa importante rivolgersi ad un’assistenza tecnica qualificata da personale competente in modo da conseguire risultati positivi nelle aree scelte.
In caso di previsioni di nevicate nel periodo di raccolta è opportuno anticipare la stessa in quanto il gelo rovina irreparabilmente il frutto con la conseguenza di ottenere un olio di oliva di scarsa qualità.


 



Continuando a utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie. Clicca qui per saperne di più sulla nostra politica sui cookie